mercoledì 4 giugno 2008

Fine di una altra Storia

"Ogni Stop
è solo un altro Start"
C.R.


Che siccome la mia vita non è più appesa ad una gruccia, non ho detto che non sia più appesa ma ho detto che non lo è più ad una gruccia, bhè allora il blog chiude e rinascerà poi zitto zitto, senza sfarzi da fenice da qualche altra parte, con un nome diverso, con una mano diversa alla tastiera. Magari diversamente abbigliato. Che la stagione è cambiata. Se ci si riesce un poco più stupido che almeno si sta al passo con i tempi. Non che sia finito sul serio il viaggio. Solo si sono posate per un poco le valigie da qualche parte. Per un poco. Ora mi metto a pensare a cosa diventerà tutto questo chiacchiericcio. Ora che è finito e si è posato in fondo, tra piega e piega del cervello. Up una volta stava ferma ferma...poi ha cominciato che partiva poco e poi non si è fermata più........a chi ha buttato un occhio su questo diario qualcosa di simile tra simpatia, affetto e curiosità.



martedì 3 giugno 2008

Il viaggio è finito

Il viaggio è finito
Finito è il viaggio
Viaggio finito è il
E' finito il Viaggio


Ma sul serio?

venerdì 30 maggio 2008

Un Bastimento Carico Carico di .... (GdV 24)


E poi ci sono gli strani incontri. Proprio quando uno si è annoiato abbastanza che già la metà era troppo. Invece poi si sale sulla nave, nello zainetto panini e zuppe fredde e acqua e si entra in un mondo tutto strambo che se uno ci pensava meglio, che la nave la chiamano "trombonave" magari però una mezza idea se la faceva da prima. Un folle con le scarpe rotte mi avvicina appena salita mentre io disegno un coniglio con un cappello rosa. Un bambino ubriaco perso in un corpo di gigante moro, con i pantaloni che non si reggono da soli e gli occhi scuri scuri che ci si vede però qualcosa dentro di denso come asfalto. Si innamora di tutto e con tutto parla. Beve e offre da bere, una coppia russa in ciabatte gli lascia corda, un solitario coltivatore di barbabietole gli apre le porte di un sorriso, una procace ballerina accetta qualche effusione e poi si allontana ridendo. Io seguo zitta zitta e prendo nota continuando a bere un poco a caso, un poco di tutto. Ogni singola fottuta persona sembra stupirlo e sembra volerle toccare tutte, nessuna esclusa. Parlo con dei contrabbandieri, con dei ladri, dei ragazzi perduti che non sanno dove stanno andando ma anche con manager, ricchi grassi signorotti intenti a perdere denaro al casinò. Trovo una moneta per terra, la giochiamo, si vince. Allora si beve ancora un poco. Le facce di chi gioca sono da qualche altra parte, come assenti. Invece il ponte immerso nel gelo è ricco di umanità, calda e colorata. Capace di stupire. Qualcuno resta zitto tutto il tempo, ore e ore immobile guardando il mare, la stessa sigaretta nella mano, sembrerebbe. Un dolore disegnato negli occhi. Una donna mora sorride ad un invito galante ma presto se ne va, ha un sorriso dolce e dubbio insieme, nasconde un asso nella manica. Lo vedo spuntare. Poi ancora lui, con il nastro isolante sulle scarpe e la faccia ormai intontita di alcol, guarda tutti con nostalgia perchè sa che potrebbe essere l'ultima volta. Lo dice come per corteggiare l'attenzione del vicino che ora, ormai quasi mattina, però gli volta le spalle e non si diverte più della sua bizzarria, la trova fuori luogo. Lui alla fine sembra voler piangere. I colori si spengono. Una vecchia zingara grassa traversa la sala vestita di un pesante abito nero di merletti. Il portamento importante mi ricorda la regina di Inghilterra in visita da qualche parte. Ogni singolo passo fa rumore. Le onde tutto intorno invece meno.

lunedì 26 maggio 2008

Esortazione all'evitamento dell'Ulcera ( GdV 23)

In qualche modo c'è sempre tempo.
A ben guardare. Soprattutto per mandare a fanculo la gente.
"VAFFANCULO" è facile. E' tondo. Fa bene alla salute.
Bisognerebbe dirselo sempre e dirlo per bene.
Con la voce chiara.
Guardando l'altro in faccia.
Magari serve o magari no.
Ma vuoi mettere quanto poi ti senti meglio?
Dopo la piccola tonante esplosione di rabbia per qualche meraviglioso secondo tutto va meglio, anche i colori sono più caldi e quel senso di spregiudicata leggerezza che viene a dire la cosa giusta nel momento giusto. Ora per esempio. Ma Vaffanculo!!!!!

sabato 24 maggio 2008

Proporzioni ( Gdv 21)




Rubare per un totale di €1.30 ( numero 3 di sacchetti semi di fiori) e poi pagare € 7 per una fetta di torta e un cappuccino, che tipo di peccato sarà?

mercoledì 21 maggio 2008

Tutto Sommato Meglio Così (GdV 20-21)





Ancora mi voglio bene.
Me ne accontento.
Ancora mi innamoro di certe facce che le vedo passeggiare e mi ci innamoro.
A volte le vedo che pensano, che si guardano, che mi guardano che le guardo e mi chiedo se ci vuole fantasia per innamorarsi tanto o solo disperazione.
Quì si cammina controvento, la faccia segnata dalle nuvole che coprono il poco sole, lo sguardo una mappa intricata. Magari se uno sorride il vuoto in mezzo si riempie e ci si comincia a raccontare. Mai stare al proprio posto. E mai perdere le buone occasioni per un brindisi bisogna alzare la voce, invece, fino a che la gola bruci un poco e cantare. Cantare sempre.
Il cielo resta azzurro anche se siamo di cattivo umore, quindi meglio aguzzare i denti per mordere ma usare di più la bocca per mangiare e per baciare. Se oggi mi provassero a chiedere di cambiare, direi che preferisco tremare di paura quando guardo alto ma sentirmi felice quando guardo avanti o anche solo i miei piedi, o ai lati o dentro nella vita. Preferisco riservare ancora tenerezza anche ai miei errori che mi hanno cambiato e fatto uguale a quello che sono, che se fossi stata più brava o fortunata o accorta avrei perso tempo nella vita di una altra.
Gli errori non sono mai mancanze ma sempre qualcosa di troppo, che parla di te.
E oggi mentre guardo tutta questa gente che non conosco, persa in questa città che non è la mia, mi fanno nostalgia e li amo tutti. Ora glielo scrivo. Mi dico.

lunedì 19 maggio 2008

Di NuoVo c'è che non ci si capisce un cazzo (GdV 19-20)


A Helsinki c'è che non ci si capisce un cazzo. Mi perdo un numero impressionante di volte, le scritte sono piccole e poco chiare, le strade svaniscono nel nulla dalla realtà alla carta, i nervi hanno un crollo verticale ma visto il freddo restano in piedi. Gelati. Mi salva un bar, dove un croissant costa come un pranzo ma il tepore scioglie i mali e scalda le ossa. Con la bocca addolcita il mondo diventa un posto migliore e il gelo diventa da cartolina, finchè resta dietro un pesante vetro.