
Vivo in un armadio. Non è da farne un dramma. Ma come ci sono arrivata?
Me lo sono chiesta stamattina. Quando la terza gruccia da sinistra si è andata ad incastrare tra le mie due costole preferite. Come ci sono arrivata? Devo andare indietro e pensare.
Un viaggio.
Un mucchio di soldi infelici.
Un pavimento.
Carote grattugiate.
Delle lenzuola sporche.
Lacrime.
Sospiri.
Volti increduli tra alti lampioni.
Un vuoto che prende lo stomaco.
Poi niente.
Ecco.
Da lì voglio cominciare a ricordare.
Dal niente. Anzi dal Gnente.
Il Gnente prima era casa mia.
Strano a dirsi, pur da dentro un armadio, non mi manca.
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