
Chiusa in un armadio sento le voci intorno, i rumori del corpo, gli stiracchiamenti mattuttini, le imprecazioni dei vicini. Ogni tanto qualcuno canta. Inverosimilmente, presa da tanti suoni, dimentico i miei. Neppure il dolore dal collo, per la stramba posizione del mio sonno, mi sconforta più. Ho trovato un modo migliore per consolarmi del mio tempo. Gli altri. Ieri un movimento esagerato, ha portato la mia mano a sbattere nel sonno contro l'interno dell'anta destra. Subitaneo mi è salito il desiderio di bestemmiare e lo avrei fatto. Certo che lo avrei fatto. Solo che dal bagno adiacente ho sentito un rumore di pianto, come quando non vuoi che nessuno senta eppure tirando forte su col naso speri di tradirti, che qualcuno sciolga le tue reticenze in un abbraccio. Il pianto era talmente dolce e reale, che il mio male se ne restava lì, banalmente nervoso e senza più ascolto.
Ho scritto che sono chiusa in un armadio. Mentivo. Non sono sempre chiusa, posso uscirne con facilità utilizzando la maniglia che ho incastrato nella più grande opera di tarma che il mio armadio mostri. Al centro esatto dell'anta sinistra. Basta una lieve pressione e sono fuori. Per fare buio e dormire la tiro a me. Molto più facile di quanto uno possa pensare. Molto meno arduo di come uno crede sia arduo vivere in un armadio. Il bagno, d'altronde è sul corridoio.
Ho scritto che sono chiusa in un armadio. Mentivo. Non sono sempre chiusa, posso uscirne con facilità utilizzando la maniglia che ho incastrato nella più grande opera di tarma che il mio armadio mostri. Al centro esatto dell'anta sinistra. Basta una lieve pressione e sono fuori. Per fare buio e dormire la tiro a me. Molto più facile di quanto uno possa pensare. Molto meno arduo di come uno crede sia arduo vivere in un armadio. Il bagno, d'altronde è sul corridoio.
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