martedì 4 marzo 2008

Regali (GdV3)


Parte che è mattino presto. I vestiti troppo pesanti la fanno apparire a se stessa un poco fuori luogo ma simpaticamente. L'autista del mattino ha la faccia già stanca e poca propensione alla chiacchiera. Neppure risponde al saluto.

"Ha spicci?" chiede soltanto con i suoi occhi piccoli e la mano grande.

"No!" risponde lei. Già spaventata da cosa possa accadere adesso.

E allora passa che è mattina presto e non ho voglia di perder tempo, dice con il gesto di una mano che muove aria. Solo che sarà che è mattina presto e i vestiti sono troppo corti e troppo caldi e la lingua è quella che è, lei non ci crede troppo e resta vicina, in piedi al signore che ha mani grandi che trasbordano dappertutto sul volante. Resta in attesa di quando avrà il resto. Ma ti pare! si dice. Solo che fermata dopo fermata non succede nulla, nessuno la chiama a pagare la corsa. Lei pensa che la cosa dell'autista di bus che fa passare per mancanza di moneta è una di quelle piccolezze che migliora il viaggio. Ci si può prendere un caffè altrimenti fuori budget. Ad essere fuori budget dopo neppure 72 ore di viaggio significa che si è partiti con un certo vantaggio, pensa. E le viene da ridere. Quindi, tra il regalo di un caffè e la consapevolezza del proprio deficit economico, la mattinata comincia frizzante.


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