
Ne convengo e mi ci arrendo.
Il cibo resta la mia droga irremovibile. Non la vinco, mi ci arrendo, mangio. Un viaggio morigerato nelle spese e nello stile che spalanca le gambe, del portafoglio, ad ogni succulento piatto di qualsiasi cosa, che si perde in piatti fumanti di verdure colorate o si abbandona lussurioso tra le braccia di muffins dai colori strabilianti che nessuno, umano, abbai mai potuto mangiare per intero. Faccio un veloce conto dei miei averi e mi rendo conto che spendo solo per mangiare. Ma è talmente immediato e morbido l'effetto che mi fa questa droga saporita che non oso pensare di dire stop. Mangio ergo Sum. Un dolcetto di fattezze bizzarre, dai colori usciti fuori da un fumetto anni 70 mi fa l'occhiolino da dentro un bancone di un bar, spalanco la porta con fare deciso e lo indico che manco Gere nell'ultima scena di "Ufficiale Gentiluomo" era tanto veemente mentre pigliava tra le braccia una sorridente Debra Winger.
La mia Debra farà a breve una fine se vogliamo più truculenta, ma quanta gloria nei suoi ultimi momenti. E proprio mentre il destino è compiuto parte dalla radio " C'è qualcosa di grande tra di noi che non potrai cambiare mai" ma non la canta l'italiano Cremonini, rendendo il tutto ancora più catastroficamente solenne. Guardo la mia Debra con occhi famelici.
"Adesso cosa inventerai per toglierti dai guai?"
Nulla. Non farà nulla e la cosa grande tra di noi tra poco sarà la mia pancia.
E mentre mastico il fiero pasto, penso a come sarebbe bello avere una voce bellissima. Che con una voce bellissima tutti vogliono ascoltarti e si può cantare meglio anche la rabbia, gli altri ascolteranno. Solo aprire la bocca, ora in mezzo al bar, mentre tutti in silenzio mangiano o qualcosa o sorseggiano un tè, arrampicarmi sui tavoli e dire come la penso in do minore.
Un musical svedese al sapore di fragola, come la mia Debra.
Di cui, mentre mi allontano dal tavolo, pochi minuti dopo, non resta che qualche timida briciola.
La radio suona gli ABBA. Tutto torna ordinario, io sono sempre la solita stonata e canto piano piano.
La mia Debra farà a breve una fine se vogliamo più truculenta, ma quanta gloria nei suoi ultimi momenti. E proprio mentre il destino è compiuto parte dalla radio " C'è qualcosa di grande tra di noi che non potrai cambiare mai" ma non la canta l'italiano Cremonini, rendendo il tutto ancora più catastroficamente solenne. Guardo la mia Debra con occhi famelici.
"Adesso cosa inventerai per toglierti dai guai?"
Nulla. Non farà nulla e la cosa grande tra di noi tra poco sarà la mia pancia.
E mentre mastico il fiero pasto, penso a come sarebbe bello avere una voce bellissima. Che con una voce bellissima tutti vogliono ascoltarti e si può cantare meglio anche la rabbia, gli altri ascolteranno. Solo aprire la bocca, ora in mezzo al bar, mentre tutti in silenzio mangiano o qualcosa o sorseggiano un tè, arrampicarmi sui tavoli e dire come la penso in do minore.
Un musical svedese al sapore di fragola, come la mia Debra.
Di cui, mentre mi allontano dal tavolo, pochi minuti dopo, non resta che qualche timida briciola.
La radio suona gli ABBA. Tutto torna ordinario, io sono sempre la solita stonata e canto piano piano.
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