domenica 13 aprile 2008

Il Dilemma della Viaggiatrice (GdV 14)


Dilemma.
Posto che si viaggi su un bus in direzione Stoccolma a velocità di crociera.
Posto che la sera precedente si sia di gran lunga troppo bevuto in buona compagnia e che il senso del mondo arrivi un poco sfocato e vagamente ovattato.
Posto anche che la temperatura interna del veicolo sia di almeno 5° troppo alta per permettere pensieri lucidi e semplici.
Cosa dovrebbe fare la fanciulla che si trovi in circostanza di avere seduto, due posti dietro di lei, un ragazzo non male dopo giorni di niente?
Come si dovrebbe comportare la suddetta fanciulla quando si accorgesse di avere una creatura di fattezze piacevoli e sguardo luminoso alla distanza di un braccio, ma molto lungo?
Come agire per carpire dalla creatura informazioni e intimità, scavalcando ostacoli come l'ubriachezza passata, il caldo che intontisce e la diversità di lingua?

Si prospettano alla viaggiatrice due opzioni.

Opzione A
Sperare che la bella creatura scenda alla propria stessa fermata, cioè al capolinea, cioè dopo 8 ore e mezza di coatta convivenza sullo stesso bollente veicolo. Nello stesso tempo, sperare che la bella creatura abbia dei pensieri se non uguali per intensità, almeno simili in intenzioni di quelli della viaggiatrice. Decidere quindi di dormire un poco per riacquistare la lucidità delle flessuose gazzelle cacciatrici.

Opzione B
Non aspettare oltre e memore del tempo che fugge trovare immantinentemente una qualunque balorda scusa per iniziare un lungo colorito scambio di banali informazioni che finirà con un'apoteosi di sensualità tra i sedili del bus. Decidere, comunque, di dormire subito un poco per mettere insieme le forze della cacciatrice impietosa.

Risultati.

non ora.
tipo domani.

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