
Il cielo è grigio e verde e giallo a tratti.
Si mischia con i colori degli alberi e gli alberi sono tutto intorno, disordinati, persi nella nebbia della sera che arriva. Ogni tanto, camminando, si incontra l'acqua che circonda il bosco. Un isola con dentro un bosco, un isola che è un bosco, fa paura e insieme ci si aspetta di trovarci dentro qualcosa che non si potrebbe trovare in un altro dove.
Qualcosa che può essere magia o anche niente o solo il rumore dei passi di qualcuno o una storia raccontata male. I suoni prima di farsi sentire attendono qualche secondo in bilico.
Chi cammina tra gli alberi non sembra corpo. Sembra ombra.
Lei è magra, un profilo sottile che si infiltra tra gli alberi e cammina a passo pesante, come per lasciare un segno. Ha i capelli corti, un mezzo sorriso e grandi orecchini gialli. Solo quelli si vedono all'inizio. Poi l'altra, quella con i capelli lunghi e lisci come confini artificiali e gli abiti stretti e stirati, riesce lentamente a distinguerne anche le mani in tasca, il disordine dei vestiti, gli occhi che brillano. Poi viene la voce.
"Tu hai un cane?" dice l'una. Con le mani in tasca e lo sguardo verso l'acqua.
"Perchè?" risponde l'altra. Frettolosa.
"Perchè la gente, in questo posto, ci viene solo a portare il suo cane o a suicidarsi."
"Io non ho un cane." e si tocca i capelli lunghi e lisci come autostrade. Ride.
"Neanche io" dice la ragazza con gli orecchini gialli.
"Quindi esiste una terza possibilità." afferma smettendo di toccarsi i capelli. Cercando di guardare quel qualcosa nell'acqua che l'altra sembra vedere.
"No." le risponde e ride. Ora lei capisce.
"Io sono qui per pensare al mio suicidio" sente l'altra dire. Come a confermarle che ha capito. E lei, con i capelli dritti come un trampolino su una piscina olimpionica, se ne rimane in silenzio, perchè quello che si aspetta adesso è una storia...........
E la storia, puntuale, arriva.

Si mischia con i colori degli alberi e gli alberi sono tutto intorno, disordinati, persi nella nebbia della sera che arriva. Ogni tanto, camminando, si incontra l'acqua che circonda il bosco. Un isola con dentro un bosco, un isola che è un bosco, fa paura e insieme ci si aspetta di trovarci dentro qualcosa che non si potrebbe trovare in un altro dove.
Qualcosa che può essere magia o anche niente o solo il rumore dei passi di qualcuno o una storia raccontata male. I suoni prima di farsi sentire attendono qualche secondo in bilico.
Chi cammina tra gli alberi non sembra corpo. Sembra ombra.
Lei è magra, un profilo sottile che si infiltra tra gli alberi e cammina a passo pesante, come per lasciare un segno. Ha i capelli corti, un mezzo sorriso e grandi orecchini gialli. Solo quelli si vedono all'inizio. Poi l'altra, quella con i capelli lunghi e lisci come confini artificiali e gli abiti stretti e stirati, riesce lentamente a distinguerne anche le mani in tasca, il disordine dei vestiti, gli occhi che brillano. Poi viene la voce.
"Tu hai un cane?" dice l'una. Con le mani in tasca e lo sguardo verso l'acqua.
"Perchè?" risponde l'altra. Frettolosa.
"Perchè la gente, in questo posto, ci viene solo a portare il suo cane o a suicidarsi."
"Io non ho un cane." e si tocca i capelli lunghi e lisci come autostrade. Ride.
"Neanche io" dice la ragazza con gli orecchini gialli.
"Quindi esiste una terza possibilità." afferma smettendo di toccarsi i capelli. Cercando di guardare quel qualcosa nell'acqua che l'altra sembra vedere.
"No." le risponde e ride. Ora lei capisce.
"Io sono qui per pensare al mio suicidio" sente l'altra dire. Come a confermarle che ha capito. E lei, con i capelli dritti come un trampolino su una piscina olimpionica, se ne rimane in silenzio, perchè quello che si aspetta adesso è una storia...........
E la storia, puntuale, arriva.

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